Era una settimana che la sognavo.
Prima non trovavo il tempo. Poi non ce l'avevo, il tempo. A volte mi ero dimenticato di comprarla. Altre volte invece l'avevo comprata, ma mi ero scordato qualche ingrediente essenziale. Stasera, al supermercato, ho completato la raccolta degli elementi indispensabili con quell'unico prodotto mancante che da sempre, puntualmente, scordavo di acquistare: la panna da montare. Il resto, la confezione "in busta pronta" e il latte, l'ho sempre avuto.
Finalmente, dopo il lavoro, dopo la palestra, dopo la cena, sono riuscito nell'impresa: fare la panna cotta con guarnizione ai frutti di bosco.
Pancia mia fatti capanna, alla golosità non si comanda.
E' passato un anno e un mese abbondante dal mio arrivo a Roma.
E' passato un'inverno, un'estate, una primavera ed un autunno. E' passato un lavoro, sono passati i giorni, il caldo, l'afa; è passato un sindaco, è passato il tempo. Sono passati i temporali, le feste, un natale e un capodanno. E' passato un problema, ma ne sono nati altri. Sono passati i momenti noiosi e tristi, sono trascorsi gli attimi di gioia, è passato IL compleanno e tanti han fatto il loro corso. E' nato un bambino. Sono passate le serate del sabato sera, le domeniche pomeriggio, i giorni al centro commerciale e gli appuntamenti al palasport. Ne è passata di acqua sotto i ponti del Tevere, Ponte Milvio e ponte Duca d'Aosta. Tanti sono i treni della metropolitana che in un anno han viaggiato da una parte all'altra del fiume. E tanti sono quelli che ho preso io. Quasi 400 giorni via da casa, lontano dal mio letto, distante dal mio divano, dal suono delle campane e dal silenzio tomba delle nottate invernali. Dal rumore dei grilli. Dal canto della civetta. C'è un momento in cui stai bene, c'è un momento in cui stai tranquillo, c'è un momento in cui pensi e c'è un momento in cui avresti voglia di tornare. C'è un giorno che ti vola e c'è un giorno che non ti passa, alba e tramonto, giorno e notte. La sveglia suona ogni mattina, da solo fai colazione e da solo vai a dormire. La vita è dura, mettere assieme le cose è faticoso, organizzarsi le faccende è un'impresa, stirare pure. Lava, pulisci, lavatrice e caffè. Palestra, borsa, maglietta e pantaloncini. Frigo vuoto, la spesa, padelle e tovaglioli. E' passato il tempo, sono passati i giorni. Veloci...toh, quasi non me ne sono accorto. "Tanti auguri" si sente alla televisione. Ecco il segno, è di nuovo Natale. E ora comincia il pensiero dei regali, per tanti ma non per tutti. E poi di nuovo capodanno, di nuovo primavera, estate autunno e inverno.
Ma Roma è bella, vivere da solo è sentirsi liberi, è sedersi al comando della propria vita e del proprio futuro. Tu sei l'artefice, con le tue forze ti muovi, resti a galla, affondi e torni in superficie. Muovi le pedine, muovi i rapporti, muovi te stesso. Per crescere, credere, vivere e diventare grandi.
E' la vita.
"Ho capito che nella vita devo fare quello che mi spetta,
poi il resto si muove di conseguenza, ma il primo passo lo devo fare io.
Non sono le cose che vengono verso di me,
sono io che devo andare verso di esse"
Fabio Volo, E' una vita che ti aspetto
Guardando i risultati parziali del sondaggione di RaDiOpEnSiErI sono rimasto scioccato. Su 11 risposte, 4 utenti fanno pipì nella doccia della palestra e 7 no. Allibito.
Pensavo fosse uno, al massimo due, a liberare i propri bisogni fisiologici sulle piastrelle scivolose del locale docce. E invece addirittura 4. Troppi!! Una percentuale che non può rimanere "accettabile"...
Un consiglio per quei 4: cari amici, evitate di farla!! Ma lo sapete quanto puzza? ....
Ecco a voi il mio nuovo gioiellino. Acer Espire One. E' grande come un'agenda, pesa pochissimo. Consigliato a tutti coloro ch odiano portarsi dietro il portatile 15 pollici.

Premetto che mi ero iscritto a Badoo solo per provare come funzionava il sistema. Ri-premetto che non lo uso mai.
Oggi nella mia casella di posta elettronica mi è arrivato un messaggio che gentilmente riportava il seguente invito: " Hai 1 nuovo messaggio su Badoo. Dagli un'occhiata". Il mittente indicato era una certa Margaret.
Margaret? Nel mentre la pagina web si caricava, ho cominciato a pensare e rimuginare sul dove e sul come abbia conosciuto un tal Margaret. Ecco il testo della mail che la gentil donzella mi ha scritto con tanto amore:
E' uno dei mestieri più pericolosi ma sicuramente più entusiasmanti del mondo.
Chi nella propria vita non ha sognato una volta, per un istante, in un attimo della propria esistenza, di vestire i panni del formidabile agente segreto di sua Maestà, l'immortale 007? Elegente, forte, coraggioso ed impavido. Senza timori e senza pudori. Unico nel suo genere, tanto cattivo ma tanto per bene. Dai modi gentili, dal formidabile sex appeal che tutte le donne riesce a catturare e dal carisma a dir poco regale.

E' lui, James Bond. Quantum of Solace è l'ultimo film che lo vede protagonista. Poche chiacchiere questa sera, due sono i punti essenziali che voglio raccontare. Primo: per chi non ha osato perdere Casinò Royale, è assolutamente vietato mancare al nuovo appuntamento cinematografico con il secondo 007 targato Daniel Craig. Lui è davvero bravo, nulla da dire. Peccato che rispetto al capitolo precedente, Quantum Of Solace perda in attrattiva: tante scene, tanti inseguimenti, tanti cambi di location, tanti salti. Un po' un casino. La storia viene a perdersi e la trama troppo fuggevole. Rimpiango il fascino di Casinò Royale. Secondo: ma cos'è Quantum Of Solace!? Non l'ho mica capito...
PS. Elena!?
Ormai è certo, dei meteorologi non ci si può più fidare.
Di tutti i servizi meteo che ho consultato, dalla tv ad internet, oggi a Roma il tempo era previsto prevalentemente soleggiato, senza un filo di pioggia.
Aihmè, è appena sceso il diluvio. Ma il clima sta' diventando di tipo tropicale?
E' passato l'ennesimo giorno di "lotte" in piazza.
E' passato l'ennesimo giorno di scontri e malumori contro il governo.
E' passato l'ennesimo giorno in cui gli scioperi tra gli studenti hanno tenuto banco nella gran parte delle scuole italiane.
Chi si incatena al battistero di Firenze, chi blocca i treni a Pisa, chi occupa le stazioni a Roma.
Io su questi fatti rimango sconcertato. Stamattina con lo scooter passavo di fronte ad una scuola superiore romana: la strada era completamente invasa dagli studenti. Giovani, di prima, seconda, terza superiore... mentre guidavo mi chiedevo: ma lo sanno almeno per cosa stanno scioperando? E non mi basta la risposta "si perchè il governo mette il maestro unico e tolgono soldi all'Università".
No, questa non è una risposta.
Io non sopporto vedere gli studenti in piazza, incappucciati, con i manganelli e le bandane. Con le cinture avvolte al polso, qualche coltello, e pronti a sferrare pugni a chiunque capiti sotto tiro. Mi urta dover assistere agli spettacoli pietosi che vengono messi in scena solo ed esclusivamente per cavalcare l'onda della rivolta, del momento buono in cui si puo' osare, dell'attimo in cui c'è il casino per giocare a calci, pugni, e al lancio del sasso.
Lo studente è e deve essere una persona che studia per il SUO sapere, per la SUA cultura, per il SUO futuro. Lo studente, fino a prova contraria, impara ad essere una persona seria, cosciente, rispettosa, intelligente soprattutto.
Le risorse che il governo stanzia devono essere calibrate su un merito, su chi investe positivamente, su chi crea davvero sviluppo e nuove situazioni di crescita, non su chi sperpera soldi, mangia alla faccia degli altri, e butta denaro in progetti, prodotti ed eventi inutili.
Lo studente dovrebbe essere soddisfatto di cio'. Anzi, rigiro la frittata: lo studente dovrebbe scioperare verso le loro stesse università e scuole, che pur sovvenzionate dallo stato non sono state in grado di sapersi amministrare e hanno, in un modo o nell'altro, arricchito i baroni e sputato sui più poveri, gli studenti, garantendo solo ed esclusivamente i servizi minimi.
Se non sbaglio è da anni che si discute sul fatto che nell'università e nella scuola non funziona niente!!!!
PS. esempio pratico della mia regione, il Friuli Venezia Giulia. Siamo una regione che conta davvero pochi abitanti. Abbiamo 4 capoluoghi di provincia, di cui due non superano i 40.000 abitanti, uno i 90 mila e l'altro 250 mila se non sbaglio. Quattro capoluoghi, 2 università (A distanza di 50 km), mille sedi distaccate con decine di corsi di laurea: sede di Gorizia, sede di Pordenone, sede di Gemona, sede di Cormons, ... E secondo voi non è uno spreco di soldi!? Udine-Cormons: 20 chilometri. Udine-Gemona-20 chilometri, Udine-Gorizia: 30 chilometri.... E non dico altro. Ma vogliamo creare un'università davvero con la U maiuscola, unica, che comprende un ampio territorio, che sia in grado di infondere importanti conoscenze e che riesca a farsi un nome come Harward? Ci sono grosse università nel mondo, e di certo non a venti chilometri l'una dall'altra, come in Italia.
Il discorso è ampio, si potrebbe parlarne per ore. Se in questi giorni fossi stato uno studente delle superiori o dell'università avrei avuto ben chiaro cosa fare: studiare. E basta. E' questo il mio dovere.
Poche parole, piccolo messaggio, due film.
Negli ultimi giorni sono stati due i lungometraggi che non mi sono perso al cinema. I più "banali", chiamiamoli così, i più pubblicizzati, i più commerciali: Mammia Mia! e Wall-E. Due generi completamente differenti, un musical-film contro un cartone animato, da una parte la musica, dall'altra il silenzio e le immagini.
Parlano da soli: uno con le note degli Abba, l'altro con le note del cuore. E sincermante non posso far altro che consigliarveli entrambi. Il primo, Mamma Mia! è la storia musicalnarrata di un fidanzamento e del prossimo matrimonio di una fanciulla e di un ragazzo: la sposa, desiderosa di farsi accompagnare all'altare dal padre naturale (fin'ora sconosciuto), decide di contattare tutti i findanzati della madre di venticinque anni prima, ovviamente all'insaputa di quest'ultima. Risate, gaffe, avventure e ovviamente musica. Le note sono quelle degli Abba, uno dei gruppi degli anni 70-80 che fecero impazzire tutti i giovani di quella generazione e che ancora oggi riescono, con la loro grinta, a trascinare il pubblico nell'intrattenibile voglia di muovere un piede o oscillare la testa al ritmo delle loro Mamma Mia, Dancing queen, Super Trouper, ecc. Divertende e trascinante, da vedere assolutamente per capire e sentire il ritmo e la voglia di vivere e divertirsi delle nostre mamme e dei nostri papà, per assaporare il tempo dell'amore libero e per apprezzare l'animo e i pensieri dei cosiddetti "figli dei fiori".
Il secondo è Wall-E, il robot più umano di un umano vero. Dall'aspetto mi ricorda tantissimo Numero-5 (ve lo ricordate il film?), occhi a "cannocchiale" che si inclinano, pupille a telecamera che mettono a fuoco, cingoli al posto delle gambe. "Input", recitava Numero-5, "Eve" ripete Wall-E. Ultimo robottino di una sterminata serie di macchine "spazza-monnezza" (=macina rifiuti), si ritrova da solo sul pianta terra ormai disabitato a continuare il lavoro per cui è stato prodotto; gli umani, assediati dalla spazzatura, tanti anni prima hanno abbandonato la terra per vivere nello spazio. Terribilmente vivo e umano lui, incredibilmente freddi, impersonali e senza sentimenti gli umani che, adagiati su un mare di comodità, hanno disimparato anche l'uso delle gambe. Wall-E si innamora di Eve, robottina ipertecnologica scesa sulla terra a controllare se le condizioni ambientali permettono nuovamente il ripopolamento. Eve è programmata per fare cio' per cui è stata creata e, nel momento in cui tornerà nello spazio per comunicare le buone notizie, Wall-E s'avventurerà al suo seguito perchè l'amore supera limiti, tempi e spazi. Tra avventure e dis-avventure, Wall-E, la macchina, riuscirà ad aiutare l'uomo anche senza volerlo e ne sarà prova l'amore, l'unico sentimento che vince sempre e su tutto.
Un gioiellino. DA NON PERDERE.