
10 lunghissimi anni. Dieci volte 365 giorni. Dieci capodanni, dieci natali, dieci compleanni.
Ieri mi sono accorto che la patente scade ad agosto. La patente, quel magnifico quadrato rosa (si, ho ancora la patente vecchia) ha fatto il suo "primo tempo". E' ora di rinnovare, è arrivato il momento di appiccicarci sopra quel tagliandino che prolunga la sua validità di altri 10 anni.
Altri dieci capodanni, dieci natali, dieci compleanni di fronte a lei.
Il tempo passa inesorabile, troppo veloce.
Ieri mi sono accorto che la patente scade ad agosto. Ieri mi sono accorto che sono volati altri 10 anni della mia vita.
DEPECHE MODE _ tour of the universe 2009 _
Roma, 16 giugno. Un gruppo, un mito. Io c'ero.
Ore 21.00, puntuali come un orologio svizzero, al primo passo di Dave Gahan sul palco la folla acclama con un boato pazzesco. Due ore di concerto, solo 5 o 10 minuti circa di pausa. Ore 23 spaccate, l'ultima nota dell'ultima canzone chiude la data romana del tour dei Depeche Mode.
Erano anni che desideravano vivere dal vivo la musica, il calore e l'energia del mio gruppo preferito. Sentire la voce profonda e possente di Dave, il romanticismo di Martin Gore, i suoni di Andrew Fletcher. E così è stato.


Qualche foto rubata qua e là, tra Java Island, l'isola del Borneo, il porto ed Amsterdam città. Ovviamente architettonicamente parlando.







Se c'è una cosa che proprio non pensavo,
è la capacità di pedalare degli olandesi. Pedala, pedala, pedala. Dalla mattina alla sera, per andare a lavoro, per andare al parco, per andare a trovare la vicina di casa. Chilometri su chilometri percorsi col biciclo, due ruote che sfrecciano sull'asfalto a velocità sovraumana. Un solo rumore, persistente ed immancabile in ogni via, ad ogni incrocio, su ogni strada, in ogni parco: dove c'è un passaggio pedonale, ecco risuonare il magico Dlin Dlin dei campanelli quasi a voler dire "occhio che arrivo, o ti sposti o ti faccio secco". Dlin Dlin. Altri suonavano un po' più cattivi, Drin Drin. Tutti comunque con il finale IN. Nessun Dlon, troppo pesante, da campana. E lì le bici corrono davvero, neppure un filo di fatica, niente di niente, basta pedalare mantenere il giro, e il mezzo va, sfreccia veloce. E lo dico perchè l'ho provato. Questa è amsterdam, con le sue bici, le sue case a frontone e mattoncini tutte stranamente inclinate verso la strada, i suoi canali, i suoi canali sporchi, sanpietrini e mattonelle. E poi c'è lei, la zona rossa, forsa la parte più "tipica" che non puo' assolutamente mancare nella scaletta di viaggio: il cuore antico di amterdam pieno zeppo di vetrine con simpatiche signorine in completino intimo, che invogliano i maschietti ad entrare lì, dietro al vetro, per divertirsi un po' con loro. Alte, belle, bionde. Basse, grosse, vecchie. Bianche, nere. Giovani e meno giovani. Di tutto e di più, qualsiasi "tipologia" uno va cercando lì la trova. O in quella via o in nell'altra, nella prima, nella seconda, nella decima vetrina. Lampioni rossi, sexy shop, locali per lap dance, locali free sex e quant'altro. E' la Red zone.
E c'è la birra. Soprattutto Heineken, dappertutto. Un bicchiere costa quasi meno di un caffè espresso. Caffè 2 euro, birra 2,20. Heineken è un'istituzione.
Ad amsterdam ci si diverte. E' un dato di fatto.




