Roma, mondiali di nuoto 2009.
Waterpolo (ossia, pallanuoto). Mi ha sempre affascinato questo sport, per il coraggio, la tenacia, la resistenza fisica che l'atleta deve avere. Nuotare e pensare, nuotare e lanciare, nuotare e fare gol. Stare a galla, non andare a fondo. Calci nelle parti basse, schiacciate di testicoli, qualche calcio a destra e a sinistra. Qualche dolore di troppo. E via verso la porta avversaria. Nuota avanti e poi in dietro, in dietro e poi avanti. Al solo pensiero già mi viene la stanchezza.

La consolazione del dopo-partita. Al diavolo le vasche avanti e in dietro. Ma come resistere ad un panino così?

Ore 13, Stadio del nuoto, Foro Italico, Roma.
Mondiali di nuoto 2009. Finale tuffi sincronizzati uomo trampolino 10 metri. Tanta gente e tanta musica, ma troppo, troppo caldo. Un forno. Il sole una palla infuocata, e tanto per cambiare, mi ha "baciato" per oltre un'ora solo dal lato sinistro del corpo. Risultato!? Sono diventato bicolore, un braccio abbronzato e un braccio bianco. Uno zigomo scottato e uno zigomo anemico.



PS. con 45 gradi in corpo, avrei ucciso pur di fare un bagno in quell'acqua limpida.
Sembrerebbe l'ennesimo film dedicato agli omini verdi. Può essere. Eppure il realismo di questo DISTRICT 9 è da paura. Vedere per credere.
Comincia un altro fine settimana. Sia ringraziato il cielo!! Buon venerdì, sabato e domenica a tutti!
Lago di Bracciano, Roma.

Voglia di relax, voglia di vacanze. E' solo il 21 luglio.
Anche questo Potter è passato. HARRY Potter, cupo, grigio, un po' pauroso e un po' romantico. Un altro capitolo della saga che si chiude con tristezza e con un senso di disorientamento....primo, perchè non mi ricordo che diavolo di capitolo è questo (quinto? sesto?) secondo, perchè uscendo dalla sala mi son chiesto "ma qual'era la trama?" ...
Spremendo a fondo la storia, il tutto ruotava attorno all'armadio di Narnia dal quale come per magia uomini e uccellini potevano transitare da lì a là, da un posto all'altro, da questo a quell'armadio. Mancava solo il leone. Però c'erano i cattivi.
Ermione sempre più carina, il rosso sempre più osceno. Un fior fiore di innamoramenti, uno dietro l'altro, quasi un preambolo al prossimo film porno.
Proprio ora mi sono ricordato. Oltra all'armadio preso in prestito da "Le cronache di Narnia", c'è stato pure il Leone. La ragazzetta bionda, quella un po' svanita, un po' rinco (non ricordo come si chiama, ma mi fa morir dal ridere) durante il film ha indossato una maschera di un leone, con tanto di criniera esagerata.
E tutto torna, i tasselli coincidono.
Un film come tutti gli altri. Harry potter e le cronache del principe mezzosangue di Narnia.
Si sa, nel mondo svariate sono le culture, le razze, le religioni, i colori della pelle.
Svariati sono i modi di pensare, di agire, di socializzare, di mangiare, di salutarsi.
Diversi sono gli atteggiamenti, la forma degli occhi, i baci, gli Dei o i Dio.
Ma due cose accomunano un autraliano a un vietnamita, un italiano a un canadese: primo, l'essere un essere umano abitante di questo pianta (scusate in giro di parole), secondo, l'intelligenza che ci è stata donata, indifferentemente.
La prima è palese, è un dato di fatto, un'assioma. La seconda è una necessità, un'assoluto semplice bisogno per vivere e campare. Anche gli animali sono intelligenti, pur non avendo studiato il libro di "Analisi I". Certo, sono intelligenti nel loro modo di essere, ma pur sempre intelligenti. Sanno come cacciare, come nascondersi, come procreare e dove ripararsi. Le cose, le loro semplici e basilari cose, le sanno.
Un leone, dal canto suo, non potrà mai capire come funziona una metropolitana. Un umano, dal canto suo, non potrà mai capire cosa sta' pensando un leone che guarda una metropolitana. Ognuno è intelligente per cio' che lo riguarda.
Ma c'è una cosa che non concepisco, neppure per un pizzico, neppure per l'ultimo granello di polvere di una qualsiasi spiaggia di questo pianeta: la stupidità e l'ingnoranza. Il non "saper ascoltare" i messaggi. L'essere inermi di fronte a cio' che accade in quanto non in grado di pensare a cosa c'è da fare, semplicemente perchè è talmente una routine da sembrare quasi volgare. L'ignoranza nel fare le cose senza leggere gli avvisi, gli avvertimenti, i messaggi. Le note. Chiamale "post it", se ti fa piacere.
La metropolitana, luogo simbolo per la massiccia presenza di persone rozze, sporche, ignoranti e puzzolenti. Ignoranti a tal punto da continuare a premere il pulsante dell'apertura delle porte del treno, non sforzandosi di capire che tanto quelle porte si aprono da sole (Metro A) e l'insistenza nella pigiatura poco cambierà. Ma che premi a fare?! Ignoranti a tal punto da ri-premere insistentemente il tasto di apertura delle porte (metro A e metro B), pur non leggendo che un foglio di carta attaccato alla porta cita la frase "Porta guasta - out of order". E solo dopo, più tardi, realizzando che è rotta, corrono come matti alla porta a fianco. Ignoranti. Non bastava sfruttare "la vista", di cui siamo dotati, e leggere i messaggi che ci vengono lasciati!? Ignoranti a tal punto che, in attesa sulla banchina della stazione, all'ascolto di una dolce signorina che dall'impianto di amplificazione recitava le seguenti parole "avvertiamo la gentile clientela che il treno in arrivo non fermerà nella stazione, il treno è in transito e non effettua servizio", appena il treno si avvicina alla piattaforma e rallenta (per questioni di sicurezza), tutti voracemente quasi come ci fossero soldi a palate dentro le carrozze si gettano verso le porte in attesa della loro apertura e poi niente, via, il treno riparte senza essersi minimamente fermato. E tutti si guardano, si chiedono "ma come mai?!" "perchè non s'è fermato?" "doveva fermarsi".... Ignoranti penso io. Ma non l'avete sentita la signorina?! Che siete sordi!? Tempo qualche minuto, un secondo treno sopraggiunge alla stazione e una voce, la stessa signorina di prima, dall'impianto di amplificazione recita la medesima stessa frase ..."...il treno non effettua servizio, allontanarsi dalla linea gialla".... e come per magia, poichè tutti siamo davvero intelligenti, appena le carrozze sopraggiungono alla banchina ci gettiamo di nuovo a capofitto verso le porte, in attesa della loro apertura. Eh...si vede che dentro questi vagoni ci sono ancora più soldi di prima! "Aprite vi prego"... e via... il treno non rallenta, procede adagio, e riparte. E tutti si guardano meravigliati, incuriositi, e si chiedono "Ma come mai?". Di nuovo, seconda volta, ignoranti più di prima. Avanti e indietro. Come animali. Mucche.
Incapaci di ascoltare i messaggi. Inermi. Azioni banali, di routine. Perchè gettarsi verso le porte per entrare sulla metro quando chiaramente è stato ripetuto più volte che il treno non ferma!?
Non ci vuole un 30 e lode all'esame di Analisi I per essere intelligenti. Basta ascoltare, capire, ed agire di conseguenza.
Io odio la gente ignorante.