Ultimamente il lavoro mi ammazza.
Ore e ore davanti al pc a pensare, disegnare, scrivere, calcolare. Progetti da portare avanti, carte da sbrigare. Poco tempo. Pochi giorni. Tutto dovrà essere pronto per una fatidica data. Il lavoro ti succhia il sangue, ti prende l'anima, ti annulla la vita. Dieci ore di "impegno intellettuale" al giorno sono tante, e considerando i tempi morti dell'andata e del ritorno diventano oltre undici. Troppe, forse. Ma tutti dicono "nel nostro lavoro è così". E' così un corno, mi verrebbe da dire.
Odio non riuscire a dedicare un'ora al giorno alla palestra, a dover fare i salti mortali per prendere un litro di latte, a sperare in qualche giorno "migliore". Perchè non si può lavorare "il giusto"? Dov'è il tempo per noi?
Sono io che devo comandare il lavoro e non il contrario. Voglio vivere la mia vita, voglio vivere da 28enne. Non morire così giovane dietro una scrivania.
Il nuovo sondaggione vi chiede una semplice, banale e chiara domanda che merita un'onesta risposta: siete soddisfatti del vostro lavoro?
Si chiama autunno. Il tempo che cambia repentino, l'aria che diventa frizzante, vento fresco ed acquazzoni improvvisi. Vèstiti a "cipolla", dice mia madre. E' il tempo in cui non sai cosa mettere, la mattina hai freddo con la giacca, a mezzagiornata hai caldo in camicia. Quando esci senza ombrello, piove, quando lo porti il sole spacca le pietre. Pioverà. O forse no. La mattina perdi 10 minuti in più a capire se fa freddo o se fa caldo. Fuori dalla metro il gelo, dentro la metro un clima equatoriale. Si chiama autunno.
E finalmente, direi. Mesi e mesi di caldo, afa, temperature torride, asfalto bollente e aria irrespirabile. Cicale, zanzare, umidità. Sudore. Notti insonni col ventilatore acceso, un tormentato sonno con un insopportabile affannoso respiro in cerca del fresco prima a destra e poi a sinistra. Un estenuante odio verso l'estate, salvabile solo ed esclusivamente per ferie, qualche giornata al mare, e l'abbronzatura.
E finalmente, anche per quest'anno, l'agonia è finita.
Ho appena aggiunto la funzionalità dei FEED al blog. Primo, non so bene a cosa servano, secondo, non so bene a chi servano, terzo, non so bene per cosa li ho attivati.
Comunque ora ci sono. Bene.
Uno non chiede tanto. Certo, se ci vuole provare ci prova e basta. Si compila una letterina, la si fa bella, si allega un file mp3 e si invia il tutto. Alla cortese attenzione del signor tal dei tali, indirizzo e-mail sig.ics@azienda.it
Basta poco, non è difficile. Lo fai con passione, con quel senso di attesa, con quel solito pensiero da curriculum vitae "la prima impressione che darò sarà sufficiente a catturare l'attenzione?". E all'inizio si hanno sempre i migliori intenti, i più buoni propositi, la sicurezza di aver fatto un buon lavoro. "Si, avrò sicuramente dato una buona impressione".
Passano i giorni, passano le settimane. Nessuno si fa sentire. Nessuna mail dal sig.ics@azienda.it fa copilino nella casella di posta elettronica. C'è attesa, c'è trepidazione, poi interviene la delusione, alla fine il rammarico. Evidentemente la mail o è stata cestinata o è stata archiviata, che, sostanzialmente, ho paura corrispondano allo stesso destino avaro. Grazie, ma non ci interessi.
E questo è quello che pensi. Non hanno bisogno di me. Non sono all'altezza, non cercano nessuno. O forse non sono in grado, secondo loro. Ma sono tutti pensieri miei, che mi creo, che mi nascono nella mente per dare un perchè a quell'eterno silenzio.
Basterebbe poco per tranquillizzare le persone. "Grazie per averci inviato il tuo CV. Al momento però non stiamo cercando nuovo personale, quindi ti ringraziamo e ti terremo in considerazione per futuri reclutamenti...." ecc ecc. Una frase fatta, di rito, quasi inutile. Ma almeno uno si mette il cuore in pace e può auto-consolarsi con un "Aihmè, è andata male". Perchè non succede così?
Perchè nessuna radio si è mai degnata di darmi una risposta, seppur banale!? Ok, non sono il Linus, il Marco Baldini o l'Olandese Volante della situazione, però cavoli, una possibilità nò eh?
Anche in questo campo, ho capito che se non hai una spintarella non vai da nessuna parte.
APPELLO PER I LETTORI DEL BLOG: C'è NESSUNO CHE PUO' DARMI UNA MANO PER ARRIVARE AD AVERE UN APPUNTAMENTO CON QUALCUNO A RADIO ROCK O A RADIO GLOBO ? ...
Facciamo beneficenza per RadioPensieri.
Quando c'è qualche novità nell'aria nasce sempre dentro il nostro "io" più profondo quella voglia, quel sentimento, che ti porta a dire "ma si, proviamo, che male ci sarà". Alla fine, male che vada, ci perdi solo 1 o 2 euro...o forse più, dipende da quanto rischi. Perchè il bello è lì, in quell'istintio che ti porta a sfidare il destino, il fato, lo svolgersi predestinato degli eventi o la casualità dei fatti e che solo alla fine, nella grande battaglia, il rischio decreterà il vincitore. Se uno non rischia, non può pretendere. E analogamente, se uno non investe, non può incassare. Certo, la botta di culo (chiamiamola così) c'è sempre ma accade molto molto molto raramente.
Un mio carissimo professore diceva: Se bello vuoi apparire, un po' devi soffrire. E questo detto, pensandoci bene, si addice a qualsiasi tipo di investimento che si intente affrontare (gli investimenti sono rischiosi di natura).
Ed è in queste circostanza che nasce, a scopi benevoli per le popolazioni dell'Abruzzo, questo nuovo gioco a numeri che, dalle prime battute, sembra davvero spopolare. Ormai l'italiano medio è assuefatto dai giochi e giochini, gratta e vinci e lotterie. Vuole sfidare la sorte, battersi a duello con la dea bendata, sperando in una vincita, e che vincita, stando agli ultimi montepremi.
Win for life. Dieci numeri da scegliere su un totale di venti, più un numerone assegnato a caso. Le estrazioni sono ogni ora. E' appassionante, si può vincere con 1, 2 o 3 oppure con 8 , 9 e 10, a seconda dei soldi spesi (1 o 2 euro). Ed inoltre, se con 0 e 10 si indovina il numerone, si riceverà per vent'anni 4.000 euro al mese. Da far paura al solo pensiero.
Al diavolo il lavoro. Lasci tutto e vivi (decentemente) con 4.000 euro al mese.
Viene da chiedersi, fra vent'anni, come fare a cercare un nuovo impiego. Bah.
Anche in caso di vincita, forse è meglio continuare a lavorare. Magari part-time. Qualcosa di leggero. Un lavoro leggero part-time.
Non l'ho ancora provato, ma mi ha già stuzzicato l'appetito...