Si chiama autunno. Il tempo che cambia repentino, l'aria che diventa frizzante, vento fresco ed acquazzoni improvvisi. Vèstiti a "cipolla", dice mia madre. E' il tempo in cui non sai cosa mettere, la mattina hai freddo con la giacca, a mezzagiornata hai caldo in camicia. Quando esci senza ombrello, piove, quando lo porti il sole spacca le pietre. Pioverà. O forse no. La mattina perdi 10 minuti in più a capire se fa freddo o se fa caldo. Fuori dalla metro il gelo, dentro la metro un clima equatoriale. Si chiama autunno.
E finalmente, direi. Mesi e mesi di caldo, afa, temperature torride, asfalto bollente e aria irrespirabile. Cicale, zanzare, umidità. Sudore. Notti insonni col ventilatore acceso, un tormentato sonno con un insopportabile affannoso respiro in cerca del fresco prima a destra e poi a sinistra. Un estenuante odio verso l'estate, salvabile solo ed esclusivamente per ferie, qualche giornata al mare, e l'abbronzatura.
E finalmente, anche per quest'anno, l'agonia è finita.
