Ultimamente il lavoro mi ammazza.
Ore e ore davanti al pc a pensare, disegnare, scrivere, calcolare. Progetti da portare avanti, carte da sbrigare. Poco tempo. Pochi giorni. Tutto dovrà essere pronto per una fatidica data. Il lavoro ti succhia il sangue, ti prende l'anima, ti annulla la vita. Dieci ore di "impegno intellettuale" al giorno sono tante, e considerando i tempi morti dell'andata e del ritorno diventano oltre undici. Troppe, forse. Ma tutti dicono "nel nostro lavoro è così". E' così un corno, mi verrebbe da dire.
Odio non riuscire a dedicare un'ora al giorno alla palestra, a dover fare i salti mortali per prendere un litro di latte, a sperare in qualche giorno "migliore". Perchè non si può lavorare "il giusto"? Dov'è il tempo per noi?
Sono io che devo comandare il lavoro e non il contrario. Voglio vivere la mia vita, voglio vivere da 28enne. Non morire così giovane dietro una scrivania.
Il nuovo sondaggione vi chiede una semplice, banale e chiara domanda che merita un'onesta risposta: siete soddisfatti del vostro lavoro?
