giovedì, 31 maggio 2007, ore 23:13

Comincia così, alle 16.30 di un freddo 22 novembre del 1975.

All'ospedale di Gorizia venne alla luce un bambino come tanti, urlante, piccolo, rognosetto ma grazioso. Nessuno, a quel tempo, poteva immaginare che proprio lui, crescendo, sarebbe diventato una star, un'icona, e un'idolo per le teenager di tutto il mondo.

Fin da subito i genitori furono indecisi sul nome da dargli: si pensava a Fabrizio e ad Alessio...Alessio e Fabrizio. Fabrizio dava un tono nobile al nascituro; Alessio lo faceva più borghese e alla portata di tutti. Fabrizio aveva una "r" all'interno. Alessio no. Alla fine prevalse quello più semplice da pronunciare, quindi Alessio ('manco a saperlo...).

Già in fasce ebbe modo di farsi notare: piccolo, bello, paffutello, mangiava parecchio e riempiva presto il pannolino. Sua madre era indecisa se portarlo dal dottore o direttamente allo scarico fognario cittadino, viste le alte spese a cui i suoi genitori dovevano far fronte per acquistare stock interi di pannolini. Una mania che non perse mai nel corso del tempo giustificandola, negli ultimi periodi, come effetto indesiderato del latte parzialmente scremato (e dei kiwi, aggiungerei io). Ma questo era solo l'inizio.

L'infanzia fu un susseguirsi di piacevoli eventi, come un bimbo qualsiasi: gli amici, i campi scuola, scout, Sante Messe, Piero, catechismo, anni e anni di basket (davvero eh!!); i primi amori e le prime videocassette pornografiche. Ma lui era tutto tranne che un bambino qualsiasi.

Adorava mescolare le cose: in cucina prendeva ogni liquido che trovava, lo sbatteva, lo frullava, lo mescolava ad altri ed otteneva delle favolose pozioni magiche, secondo lui, in grado di cambiare il mondo e l'umanità. L'unico effetto che ebbero fu quello di far cambiare l'uomore della madre che, giorno dopo giorno e sempre più incazzata, si chiedeva il perchè dell'alto consumo di dixan liquido, vim, cif, sgrassatore ChanteKler, antibatterico e concime per piante.

Entrato in contatto con quest'ultima sostanza, bimbo Alessio lasciò la strada della magia (che cambiava il mondo) per approdare al più semplice e meno problematico gioco del barista. Un giorno, all'età di 15 anni, si rese conto che mescolando opportune ONCE di prosecco, aperol e acqua frizzante con un quantitativo corretto di ghiaccio e uno spicchio d'arancio, era in grado di ottenere un miscuglio gradevole, profumato e buono. Sbattè il tutto a mò di SHAKER (col secchiello), creò altri DRINKS, utilizzò altri ingredienti e capì che il suo destino era ormai segnato. Anche se, a dirla tutta, ancora non sapeva cosa volessero significare i termini once, shaker, drinks, ecc...

Intanto diventò grande, gli amici cambiarono e i primi peli fecero la loro comparsa; a scuola i voti alti erano un miraggio e il bar sembrava l'unica strada che gli poteva consentire un casa, donne e denaro in gran quantità (specialmente quando si rese conto che i giochetti d'azzardo andavano di moda e che bastava essere un tantino più bastardi per far pagare un pochino di più alla gente...).

Anche la voglia di scoprire il mondo plasmò il suo animo da Indiana Jones: Ibiza, Cefalù, Ibiza, Ibiza e i Club Med in tutte le salse: la vita trasgressiva era ormai entrata nel suo modo di fare, di comportarsi, di socializzare. Hola Chico! Bueno bueno! Tranqui, Tranqui.... sono solo alcuni dei gerghi lessicali che Alessio cominciò abitualmente ad utilizzare.

Ma la vera svolta fu il mondo virtuale, internet, il web e le chat. Il cambiamento fu repentino: le sue amicizie si ampliarono, il mondo era ai suoi piedi e i contatti superavano quota 100 mila al giorno.

Alessio ormai maturo conobbe l'allegra (...) combricola goriziana che lo riportò con i piedi per terra: niente più feste trasgressive alla "mucca assassina style" (sarà forse da qui che Alessio ha preso l'idea per il vestito carnevalesco da Mucca??) ma serate tranquille all'Emopoli; niente più vacanze sesso droga e rock'n'roll a Ibiza ma semplici e noiose settimane nei villaggi famiglia in Croazia.

Ormai ai giorni nostri, con una carrambata riscoprì il suo amico Pero (perso da tanto tempo, chissà dove...) con il quale riuscì a tornare alle condizioni più "fertili" e mondane della sua vita: aperitivi, aperitivi, aperitivi, after hour, fuori fin le 4, feste, mare, sigarette, birra e surrogati; l'idillo durò poco, la Francia ha chiamato Piero e Piero ha risposto (niente cavalleria, tranquilli).

Alessio ad oggi è così, con tanta voglia di fare ma con una casa da mantenere; con tanta voglia di risparmiare ma con una continua spesa per ordinare cibi pronti al Gambero Express; con tanta voglia di farsi un pollo al forno, ma con carenze sulle modalità d'utilizzo dei suoi elettrodomestici casalinghi; con tanta voglia di mostrarsi ma con i vicini di casa che più d'una volta han chiamato la polizia vedendolo girare nudo per casa; con la grinta del barista acrobatico ma con lo shaker che gli scappa dalle mani (occhio eh...).

Alessio è così. Inimitabile. Inconfondibile. Unico.

E si riconosce: a detta sua, dopo anni d'esperienza, i suoi spritz sono i più bbbuoni della regione.

paologiordani
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categoria : storie, amici, alessio