mercoledì, 21 maggio 2008, ore 22:05

Da stasera se ne parlerà. Anzi, se ne riparlerà.

Domani sarà uno degli argomenti più dibattuti duranti le solite chiacchierate tra amici, colleghi, parenti e sconosciuti (forse). Tra i soliti discorsi del tempo, dei reumi e del caro-vita, verrà sicuramente toccato anche il tasto ANNA MARIA FRANZONI. E' di pochi minuti fa la sentenza emessa dalla procura di Torino: ancora poche ore di libertà spettano alla mamma di Cogne. Colpevole o innocente, a noi comuni mortali, solo la simpatia, la fiducia o la rabbia consentono, nei differenti punti di vista, di dare un giudizio così spietato. Ai giudici, ai magistrati, agli avvocati, spetta un giudizio sicuramente più "probabile" e "certo" del nostro.

Sta di fatto che oggi si chiude un capitolo che ha tenuto col fiato sospeso un mare di italiani. Gente comune che lavora, va a scuola, che è mamma o papà. Anna Maria Franzoni è stata giudicata colpevole dell'assasinio del piccolo Samuele e al solo pensiero, alla sola ripetizione di queste poche parole, un brivido ci percorre la schiena. Puo' un madre essere davvero capace di ciò? Bella domanda, difficile risposta.

Ma la risposta, almeno stando alle prove, ora c'è.

Ogniuno di noi, in cuor suo, sentirà il bisogno di confermare o inorridire. Ma la sentenza ormai è scritta. 16 anni, poco più di 3 legislature intere (sempre che non cadano prima...)

paologiordani
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categoria : pensieri, italia, cronaca