Terzo ed ultimo appuntamento con la cronaca delle ferie estive (le ferie!?! praticamente un ricordo ormai...sembano passati anni luce).
Dopo aver passato quasi 7 giorni in quel di Londra, dei quali uno col sole sei con le nuvole e la pioggia, siam partiti con un TGV Eurostar dalla stazione di St. Pancras con destinazione Bruxelles, centro pulsante della nuova Europa. Su un treno praticamente insonorizzato e sparati a oltre 300 km/h (credo), in meno di due ore abbiam attraversato la manica e raggiunto la cittadina belga. L'accoglienza decisamente pessima: stazione puzzolente, un po' desolata, grigia e triste. L'esterno della stazione da far paura. Ci siam detti: ma siam a Bruxelles o in Moldavia!? Atmosfera dell'est, brutte facce, servizi un po' carenti. Eh fortuna che eran circa le 16 del pomeriggio. Con un po' di fatica, in una piazza, tra un ristorante greco e un bar tipico belga (ma 'ndo stà sto' cavolo de hotel!?!?), striminzita tra due vetrine, con un'insegna che se non la guardi apposta non si fa vedere, abbiam scoperto, quasi fossimo dei piccoli Sherlock Holmes, la porta d'ingresso al nostro "dormitorio". Oltrepassata la soglia, salite le scale, sbrigato le faccende del check-in, un mondo a parte s'è aperto ai nostri occhi. Una stanza luminosissima, due finestroni a tutta altezza davano sulla piazza principale, mobilio nuovo, televisione, bagno pulitissimo, letti perfetti e faretti d'illuminazione. Mica male!
Il viaggio si è sviluppato tra Bruxelles, Bruges, e Anversa rispettivamente per 2 giorni, 1 giorno e 1 giorno. Le uniche cosa importanti del Belgio sono il cioccolato, il cioccolato e il cioccolato. Ogni 2 negozi ce ne stavano 3 di cioccolato. Cioccolatini. Praline, ripieni, fondenti, ai gusti, al latte e di qualsiasi altro sapore. E poi gauffrès, ovvero waffels pieni zeppi di frutta, gelato, creme, vaniglie, nutelle, e ogni altra possibile bontà. Fegato mio fatti capanna. I brufoli? Fortunatamente neppure uno.
Vi chiederete: solo cioccolato? No, anche cozze. Cozze e patatine fritte. Patatine fritte e cozze. Mules et frites. I belgi hanno inventato le patatine fritte (o per lo meno, si ritengono gli inventori e, soprattutto, quelli che le san fare meglio) che necessariamente debbono essere spesse all'incirca 1 cm. Cozze in padella e patatine fritte. Il piatto principale e più caratteristico di Bruxelles. Fegato mio fatti capanna.
Bruxelles, a parte qualche monumento, carina da vedere ma nulla di eccezionale. Il parlamento europeo, un bel tour dentro la sala più importante d'europa. Bruges: tra negozi di cioccolato e ristorantini pieni di cozze, un'altra categoria di "shops" imperversava lungo le vie cittadine: merletti. Merlettoni. Merlettini. Pizzi. Grandi e piccoli. Fatti a mano e a macchina. Per il tavolo, la camera, il bagno. Belli e brutti. incorniciati e non. Una marea di merletti. In ogni angolo un merletto. Bruges necessita sicuramente di una visita. Tutta a mattoncini, con i canali navigabili, cavalli e carrozze in giro per il centro. Un altro mondo. Anversa: la capitale dello shopping. Negozi di tutti i tipi e delle grandi marche. Toccata e fuga, nulla di importante.






Il mondo è allo sfacelo totale.
Tra nuove compagnie aeree che stentano a decollare, grosse banche d'affari che partono per sempre facendo CRACK portantosi dietro una scia di problemi PLANETARI, l'economia che già in difficoltà arranca sempre più, i tassi che aumentano e il "cash" nelle tasche della gente che diminuisce.
Ma dove andremo a finire!?
La vacanza. Parte seconda.
La premessa scritta l'altra volta su Londra ha rappresentato solo un piccolo spaccato di una delle città più belle al mondo, una delle città più cool e più avanti di questa nostra vecchia Europa. E' un isola, è un mondo a parte. La gente sa dove sta' e sa di essere europea, ma tutto si considera fuorchè tale. Il vecchio continente è una terra oltre la Manica, nulla di più. Gli inglesi sanno di essere "diversi" per abitudini, cultura, società e regolamenti (almeno in parte) e orgogliosi di ciò nulla invidiano ai loro compagni europei. L'inglese si sente più avanti, americanizzato forse. Un bene o un male. Sicuramente da scoprire.
Ore 17 circa. E' bello vedere i pub nella city, a notting hill, al parlamento e attorno ai quartierti pieni di uffici. Gli impiegati, i dirigenti, i segretari e i dipendenti in giacca e cravatta si ritrovano lì, a chiacchierare e a bere boccali di birra. Altro che aperitivo: spritz aperol, martini cola, moijto, cuba libre, americano, bellini, e altrettante seghe mentali alcoliche...chiamateli i "nostri aperitivi". A Londra il dopo-lavoro non è il bocciofilo o il bar. A Londra quando gli uffici si svuotano i pub si affollano di manager e industriali e la birra da mezzo è il collante sociale per eccellenza. E tutti puntalmente in giacca e cravatta. Troppo avanti. Questa è solo una delle caratteristiche che mi hanno colpito della città dagli autobus rossi a due piani. Una città che vive e che si diverte.
Si continua con una veloce carrellata di alcune delle 500 (cinquecento) e oltre foto che abbiamo scattato durante la vacanza. Da vedere assolutamente alcuni scatti del carnevale di Notting Hill. Che sfilata da paura.....altro che "veline"...!!







Si sa.
Se vuoi fare qualcosa di "alternativo" senza infrangere la legge (soprattutto quella Italiana), il posto migliore per rifugiarsi è l'Olanda, Amsterdam. Io ci sono stato da piccolo, con mamma e papà: mi ricordo i tulipani, i canali navigabili nella città e le giostre per bimbi che puntualmente utilizzavo.
Ma i bambini che visiteranno Amsterdam d'ora in poi (e non solo i bambini) avranno una caratteristica in più da portare con se nella scatola dei ricordi: la libera espressione dell'amore.
E' stato dato il via libera ad una legge che consente a tutti di scambiarsi liberamente effusioni amorose, ovvero praticare sesso, in qualsiasi parco cittadino. Ma ad una condizione: che il tutto avvenga dopo una certa ora del pomeriggio e non in prossimità dei parchi giochi per bambini.
Cosa pensereste se una cosa del genere fosse consentita in Italia?