Lo so, me lo dite in tanti...volete vedere le foto ...
e oggi vi accontento. E' passata quasi una settimana da quando le ho scattate, domenica scorsa 9 febbraio. E' stata una giornata particolare perchè completamente dedicata allo sci e infatti, armati di tute berretti e armamentario vario, Io Emanuela ed Andrea ci siamo diretti verso il Terminillo, nota (più o meno) località sciistica ad un'ora e mezza di strada da Roma. Devo dire la verità: mi sono trovato quasi spaesato a sciare sulla neve degli appennini, talmente abituato a scivolare su quella delle alpi. Ma si sa, la neve è sempre la stessa. Guardavo il panorama e non trovavo le cime alte, rocciose ed imponenti della catena montuosa del Nord Italia; guardavo i boschi e vi trovavo più betulle che pini; guardavo gli impianti di risalita e mi chiedevo "ma terrà la fune?" :P ... Il Terminillo è un monte discreto in quanto a piste, peccato che metà sono chiuse (non hanno avuto la concessione ad aprirle o robe varie...), qualcuna non era battuta e un'altra era chiusa per allenamento atleti. Risultatato: 3-4 piste praticabili. Ma corte. Troppo corte. Fortuna che il freddo non mancava e le neve era bella compatta. Acquistato uno skipass mattiniero, fino alle 13 è stato più che sufficiente. Il resto è stata una degna coreografia ad una giornata stancante ma divertente.




Da quel di Roma dovrei raccontarvi di Roma, e invece racconto di ciò che succede a casa...
Immagine tratta dal sito GoriziaOggi.

Navigando sui siti che narrano vicende e vicissitudini del popolo goriziano e limitrofo, mi sono scontrato con questa foto. Sapevo dell'abbattimento del confine il 1 gennaio 2008, ma non avevo ancora pensato a qualcosa di radicale come quello immortalato nell'immagine che vi ho allegato. Mentre l'ho vista mi sono venuti in mente in un secondo tutti i miei 26 anni di vita: sarà perchè siamo un popolo di confine e col confine abbiamo sempre convissuto; sarà perchè la dogana è parte di Gorizia, e parte di noi; sarà perchè tutto sommato volenti o nolenti siamo una città divisa in due, almeno da una rete. Mi sono venute alla mente tutte le volte che dovevo accendere i fari dell'auto perchè le leggi "di là" volevano questo... tutte le volte che alla domanda "ha qualcosa da dichiarare?" si rispondeva "niente"...alle volte che andavo al DUTYFREE SHOP nella fascia "di nessuno" tra i due valichi....un confine che divideva ma nello stesso tempo univa, quasi a voler avvicinare più che separare due città e due popoli. Questo confine non ci sarà più, e mi sentro strano. Mi sento come se stesse per cambiare un'era, un modo di vivere, un'abitudine a cui non ci si faceva più caso. Mi sento crescere, diventare grande, e nello stesso tempo testimone di un cambiamento da raccontare a qualcuno delle prossime generazioni.
Non sarà come l'abbattimento del muro di Berlino, ma sarà pur sempre un evento fisico che cambierà abitudini e relazioni.
Sabato sera dedicato al cinema e solo poi Cafèhouse.
Il film. Un thriller italiano, psicologicamente sviluppato, emblema del mistero e della difficoltà (o facilità) con cui a volte si può presentare la riuscita di un'indagine. Si parla di polizia, si parla di un omicidio, si parla di intrighi più o meno evidenti in una sequenza di immagini che narrano la morte di una ragazza, su un lago del Friuli Venezia Giulia, e della serie di investigazioni e interrogatori del commissario a svariati possibili accusati. Mentre qualcuno riesce prontamente a trovare una soluzione a prima vista nella complicata rete di fatti e misfatti, qualcuno la scopre solo con la storia. Io sono uno dei secondi. E' un film italiano, portatore di un grossissimo successo al festival di Venezia, curato nella storia, lento nei contenuti. E' da capire, assimilare gustare nelle scene, nei paesaggi, nelle ambientazioni fredde, distaccate, lontane, di una provincia a noi così tanto vicina. E' essenzialmente sviluppato, solo il minimo indispensabile viene portato nella narrazione. I rapporti umani e le loro interazioni sono il punto focale per capire la storia. I dialoghi appaiono molto spesso glaciali, ma con un'interpretazione degna di nota di Toni Servillo, il commissario. In conclusione, un film da vedere, se non altro per sentire alcuni protagonisti parlare in friulano. Non lo reputo un lungometraggio da grande schermo. Only for tv.
Ma questi, sono i miei gusti
Oggi è un giorno che merita d'essere ricordato e come tale non potevo esimermi dal farlo.
So che a molti di voi darà fastidio, so che a molti di voi non piacerà, so che a molti di voi probabilmente si storcerà il naso. Eppure è un dato di fatto, succede ogni anno, esattamente ogni 21 settembre. L'aria lentamente cambia temperatura, diventa più respirabile, più fresca. L'ambiente assume colorazioni verdine spente, sempre più tendenti al giallino per poi diventare arancioni, marroni, e svanire. Le foglie cadono, gli alberi si spogliano, e i primi indumenti davvero pesanti cominciano a comparire sulle spalle della gente. Molti penseranno alle ferie, a com'è stato bello nei mesi appena trascorsi, alle magliette leggere e ai calzoni corti. Chi alle cicale, chi alle zanzare, chi al mare, chi al caldo sole afoso. O chi, semplicemente, ricorderà l'estate intera. Giugno, luglio e agosto sono ormai un ricordo; diamo il benvenuto al grigio autunno.
...lunedi, martedi, mercoledi, giovedi......venerdi. E si ricomincia.
Sembrano interminabili i giorni feriali che ci separano un weekend dall'altro, difficili, lunghi, quasi a voler allontanare una festa dall'altra. E invece, come sempre ci si ripete (e si ripete agli altri), "questa settimana m'è proprio volata". E' sempre così, il lunedi si comincia a fatica, arrancando. Il martedì si prosegue arzilli, tanto non si può far altro. Il mercoledi è il giorno della svolta, quello che ti da l'impressione di aver "passato la boa" con direzione un altro fine settimana. Giovedi è una vigilia, un'attesa; si fa ciò che si deve, ci si impegna, ma si sa che domani sarà l'ultimo. Ed ecco arrivare il tanto atteso venerdì, il giorno che dà inizio al weekend, ai giorni di festa. Si lavora, a fatica, ma allegri con il pensiero che il giorno dopo sarà beatamente volto al relax (ovviamente non per tutti, lo so).
L'uscita del venerdi sera è forse, tra le tante, quella che preferisco. E stasera, come accade almeno una volta all'anno, si rinnova il rito del FriuliDoc, manifestazione eno-etno-cultural-musical-gastronomica in quel di Udine. Vini, vivande, vicende, vedute. Mi sembra sia questo lo slogan principale della festa che, a dirla tutta, è azzeccato fino ad un certo punto: vini, ce ne saranno in abbondanza, come sempre (e la gente si lamenterà perchè ogni anno aumentano i prezzi del bicchiere); vivande, a bizzeffe pure queste, di un tipo o dell'altro, calde o fredde, dolci salate (e la gente si lamenterà perchè c'è troppa fila alle casse e non si trovano tavolini vuoti); vicende, con musica, cabaret, teatro (?) artisti di strada, complessi locali ad allietare la festa (e la gente si lamenterà che il complesso vicino al tendone in cui si mangiava suonava troppo forte, urlava, dava fastidio, ma perchè non vanno a suonare da un'altra parte?); vedute, sempre le stesse, ovvero Udine centro, che a dire la verità non mi sembra cambi da un mese all'altro se non per qualche striscione o stendardo in più. Per non contare le schifezze che si troveranno per terra, carte, piattini, bicchieri bottiglie...in effetti le "vedute" saranno diverse. Hanno ragione.
Ma anche questo è FriuliDoc, un bell'evento per il F.V.G., vetrina della nostra regione ai popoli forestieri (i veneti, sloveni, austriaci... ungheresi, polacchi, americani... tutto il mondo è paese) che per 4 giorni, da ieri, colorerà il centro cittadino del capoluogo friulano.
Almeno una sera, da vedere. Anche se l'auto bisognerà parcheggiarla ai Rizzi. Speriamo di no.
cin cin
Cari amici e amiche tutte, vi comunico la lieta notizia.
L'esame di stato per l'abilitazione alla professione d'ingegnere è ormai acqua passata ma solo oggi sono arrivate le conferme.
SONO PASSATO, ABILE E ARRUOLATO!
E assieme a me Paola, Linda, Roby, Carlo, Paolo e Giuseppe.
COMPLIMENTI A TUTTI, cari colleghi ingegneri. D'ora in poi basta università, il mondo del lavoro ci aspetta. Sarà dura...ma è una bella sfida.
Ieri sera una graziosa cena tutti assieme in quel di Trieste, pizzeria Copacabana (ottima pizza, Messicana la mia...un po' piccante con fagioli, ma non troppo! Oh che volete, mi ispirava, è la prima volta che ho trovato una "pizza messicana" in pizzeria). Una serata piacevole, una camminata in centro (che casino con stì corridori della CorriTrieste), un aperitivo, un after-dinner (...) un po' di tristezza e i saluti finali. Tutti insieme per poche ore e poi ognuno (o quasi) per la sua strada. Da adesso si può.



Iera sera ho avuto il dono dell'ubiquità.
Doppio compleanno, doppia festa, doppia location, doppio divertimento (e doppio regalo!!!). 23 giugno, compleanno della Pamela e della Roberta, neanche si fossero messe d'accordo di nascere lo stesso giorno, della serie "sei invitato alla mia festa" e del "sei invitato alla mia festa". Dubblico amletico, un'unica soluzione: un po' qua e un po' la. Sagace.
Ovviamente non ero solo nell'impresa. Due baldi compagni di viaggio intrapresero l'avventura con me: Elena e Mappe.
Ma partiamo dall'inizio. La prima ad essere santificata è stata Pamela, che abilmente aveva organizzato la festicciola (anzi, il party) nella sua seconda casa, Witty Pub a Corno di Rosazzo. Se la festa è cominciata bene non voglio immaginare come sia proseguita in quel di Sistiana (dopo mezzanotte circa), perchè ovviamente io Elena e Mappe, dovendo abbandonare questo primo appuntamento per dirigerci verso il campo sportivo di Farra, non abbiamo potuto proseguire con l'avventura della Pame tra aperitivi, rum e pera, ecc ecc... Se era messa bene alle undici, figuriamoci all'una di notte...





Recatici a Farra, abbiam portato volentieri i nostri omaggi (tipo Re Magi) alla Roby che, impegnata nella sarata conclusiva del Torneo dei Borghi ed uscendone vincitrice - Borgo Molino -, era assai indaffarata a correre da una parte all'altra della piccola "sagra". Tutto questo non solo per la vittoria, ma anche per la sua annuale ricorrenza che necessitava della gentil azione del "pagar da bere" a un po' tutti i presenti. Fatto sta, anche qui si è parlato e riso in abbondanza, si è bevuto, si è scherzato e a fine serata, dopo i saluti, si è tornati tutti a casa.
ANCORA AUGURI DI CUORE.
A volte, se ci pensate bene, i giorni passano davvero veloce. Anche troppo.
Sembra ieri quando trascorrevamo i bei tempi delle elementari, o delle medie, in cui i giorni non finivano mai: la scuola la mattina, la campanella che non suonava, l'intervallo che non arrivava, i compiti a casa, la voglia di uscire, le settimane a scuola che sembravano lunghissime, il sabato che era solo un lontano miraggio... e adesso non hai tempo neppure di cominciare la giornata che gia ti accorgi che è finita. O almeno, per me è così. Martedi arriverà presto, molto presto, e il tempo non aspetta nessuno; tanto meno me.
Martedi, per chi non lo sapesse, cominciano gli esami di stato e oggi ho saputo, con mia grande gioia, che le 4 prove si svolgeranno in due giorni: martedì 29 le prime due prove scritte di quattro ore ognuna, una al mattino e una al pomeriggio; dopo circa due settimane le altre due, la prova grafica e quella orale, anch'esse nello stesso giorno. Fuori il dente fuori il dolore. E speriamo in bene!
Stasera scommetto che l'Italia si è fermata. Per vedere il Milan ovviamente. 2-1 Per noi. Non sono milanista, non seguo molto il calcio, ma tutto sommato sono contento. La coppa dei campioni è di nuovo italiana.
Stasera, per tutti i blogger lettori golosi come me, ho trovato una foto decisamente interessante a tematica culinaria: un bell'hamburger. Vi fa gola? A dire il vero, neppure poi così tanto, soprattutto dopo aver saputo il suo costo: "solo" 112 dollari (HAMBURGER E PATATINE!!!) ... ma il perchè è presto detto! Viene servito all'hotel Ritz-Carlton di Tokyo. Ma a questo punto mi chiedo: val la pena spendere così tanto quando il panino della Lina, di Poggio, o di via delle Monache costa 100 volte di meno ma è 100 volte più invitante? Mah...
Buongiorno cari blogger-lettori, si comincia questa calda domenica di relax (o quasi). Ieri sera c'è stata l'attesissima NOTTE DELLE CREPES e come poteva mancare un commento a riguardo? Per prima cosa, COMPLIMENTI a Fra bionda per la squisitezza e per la bontà delle sue piccole figliole, le crepes; una meglio dell'altra, il menù verteva su antipasto di crepes alla marmellata, primo di crepes alla vaniglia, e secondo con crepes alla nutella ... impareggiabile. Io e Ale abbiamo davvero gustato tutte le prelibatezze (MMmMmmMMmMMm ...), mentre Alessio zitto zitto si strafogava con quelle alla nutella (anche se ultimamente si sente un po' perso. Piero torna!!...Alessio si stà lasciando andare, non va più neppure in palestra ... e neppure fuma, senza te)...
Nel dopo CENA, tutti a consegnare il regalo ad Angelo (buon compleanno), e in seguito a Gorizia al caffèhouse, che per la cronaca, si stà già svuotando (la gente comincia a girare eh...destinazione? Sistiana?)


Di fronte ad una buona crepe a volte può nascere anche l'amore...

...ma può nascere anche altro!
E questo è quanto. Buona domenica.
Ed eccoci di nuovo a vivere le ebrezza del fine settimana ... uhhh ...
Ieri sera ha aperto il CANTERA (a Sistiana); da commenti presi "a caso" tra la gente, ho capito solo che "iera assai gente" ... ovvero "c'era parecchio casino". Sarà un'altra gran bella estate sulla playa di Sistiana Beachhhh ! Appena ci andrò, qualche foto da pubblicare non sarebbe male!
Ma a parte questo interessante accadimento mondano, l'evento davvero eccezzionale del weekend sarà domani sera, la "SERATA CREPES", a casa della Fra Bionda. Con il gusto, l'esperienza, e l'intraprendenza della giovane cuoca, avrò (avremo) modo di assaporare prelibate crepes alla nutella, marmellata e crema vanigliata a più non posso, fino a sazietà! Evviva la dieta! Ma una volta ogni tanto, si può anche fare... Quindi spazio agli zuccheri, ma soprattutto, ad una serata in allegria. Per il "dopo crepes", i giochi sono ancora in ballo... Ma non preoccupatevi, non ne avanzerà alcuna, alchè per voi cari lettori dubito rimarrà qualcosa. Non mancherò di fare qualche santa foto, per documentare l'evento tanto atteso, quasi più della notte degli oscar. La chiameremo, LA NOTTE DELLE CREPES.
A presto