martedì, 29 aprile 2008, ore 22:12

...il compleanno arriva una volta l'anno. Ma non sto' parlando del mio.

E' davvero bello il momento in cui s'avvicina il compleanno di qualcuno. C'è nell'aria un sapore di festa, cene gratis (si spera) e qualche momento di allegria in più. C'è la torta, c'è la gioia, c'è la vecchiaia che aumenta, c'è un sacco di gente, si riscoprono amicizie o se ne creano di nuove. C'è l'attesa. C'è la preparazione. C'è l'organizzazione. E ci sono i regali. Cari, imprevedibili, inattesi, belli o brutti, voluti o meno, azzeccati o completamente fuori luogo. In questi termini sembra tutto rose e fiori, ma non è così. Uno dei compiti più impegnativi che incombe sugli amici del festeggiato è la ricerca del regalo. Un'azione tanto semplice e banale quanto ardua e stressante. A volte estremamente facile e a volte praticamente impossibile. C'è il festeggiato cui si riesce a capire cosa vuole (o cosa vorrebbe) e c'è quello impassibile, che ha tutto o nulla gli serve. Mai una smorfia, un cenno, un'input da cogliere per la certezza di un dono di sicuro gradimento. Mai.

E' proprio in questo secondo caso che sorge automatica la domanda: "ma cosa cavolo gli prendiamo"? Che non solo rappresenta il nulla, ma raffigura un completo dubbio su dove sbattere la testa e appoggiare i ben voluti euro. E come se non bastasse lo stress aumenta. L'ansia. Il bisogno di sapere. Sapere cosa gli piacerebbe di più. Se il meglio non si può trovare, almeno ci si sforza di acquistare il meno peggio.

Alla fine, dopo 2 ore di cammino a vuoto, abbiamo optato per una polo di Lacoste.

Gli piacerà!?

paologiordani
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venerdì, 21 marzo 2008, ore 18:13

E' arrivata un'altra Pasqua.

Per questi pochi giorni in cui non aggiornerò il blog (a casa non ho internet), colgo ora l'occasione per augurarvi buone feste, buona pasqua e buona pasquetta. E fatemi la cortesia, evitate di mangiare i coniglietti di cioccolato. Le uova vanno benissimo, ma i coniglietti proprio no.

paologiordani
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giovedì, 20 marzo 2008, ore 23:16

Sembra una di quelle frasi da film...

...uno di quei film in cui succede di tutto, muoiono, sparano, mostri, vampiri, navi che affondano, guerre, viaggi interminabili, lost, ecc ecc... e alla fine, nel bene o nel male, qualcuno riesce sempre a tornare a casa. Sano e salvo.

Io non sono nè stato in guerra, non ho visto mostri, non ho lottato con spiriti e tanto meno ero in viaggio. Per Pasqua è tempo di rientro, 3 beati giorni di relax per poi tornare caricati di nuovo al lavoro. Si dice "Natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi..." ma per me (almeno in questa situazione), Natale e pasqua van bene entrambi con i miei! La pasquetta è ovviamente con chi voglio ... gli amici, certo. Alessio esagitato per le prenotazioni, la Fra con le scarpe nike nuove e i casini che combina, la Paola sempre più impegnata e donna in carriera con rapporti aperitiveschi pordenonesi da mantenere, e qualcun'altro che, sinceramente, non ho idea di chi possa essere.

ma non importa.

La cosa migliore, a Pasqua, è rompere le uova.

paologiordani
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sabato, 29 dicembre 2007, ore 20:59

Stavo pensando che da domani ci sarà poco tempo per aggiornare il blog.

E ad essere sinceri, spero di trovarlo il prima possibile per raccontarvi le buone nuove che mi saranno successe. Fatti, eventi, incazzature, problemi, brindisi e auguri. Gioie e dolori (spero solo gioie). Saranno dei giorni belli pieni, e non solo di impegni. Domani sera mi aspetta una cena dal Gianni, poi il cenone di Capodanno, poi tutto il resto...Non so quando riuscirò a collegarmi di nuovo per scrivere qualcosa, potrebbe essere domani, come lunedì, come il prossimo 6 di gennaio. Intanto volevo augurarvi un buon inizio, affinchè questo 2008 ci porti non solo serenità, non solo tranquillità, non solo pace, ma esaudisca un po' di tutti i desideri e i sogni che avete nel cassetto. Ve lo auguro di tutto cuore.

Ma permettetemi di rendere pubblico il mio attuale desiderio; lo so, di solito i desideri non devono essere raccontati, devono essere tenuti per se. Ma questo non può rimanere inascoltato:

PER FAVORE, LEVATEMI DAI TELEGIORNALI DI TUTTE LE RETI TELEVISIVE ITALIANE LA STORIA D'AMORE DI SARKOZY E DELLA BRUNI. NON SE NE PUO' PIU'. E 'sti cavoli se si amano...lasciateli in pace e smettetela di romperci gli attributi con stà storia!!!!

Sinceri Auguri

paologiordani
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sabato, 29 dicembre 2007, ore 12:52

Ma perchè l'organizzazione di un capodanno è talmente stressante??

E a conti fatti sarebbe davvero semplice: la compagnia, la musica, il luogo e il cibo. Nulla di più banale e facile da gestire. Ma tutto ciò cela un inoppinabile realtà: il capodanno è una beata rottura di palle!

Ancor prima di partire da Roma per l'attesissimo rientro a casa delle festività, credevo sarebbe stata meno traumatica degli altri anni l'organizzazione della notte di San Silvestro. Ingenuamente, pensavo che qualcuno si sarebbe mosso già prima di me. Pensavo che le idee magari esistevano da qualche settimana prima. Ipotizzavo che qualcuno ne avesse già discusso e plasmato un possibile "da farsi". E invece, ad oggi 29 dicembre 2007, il menefreghismo regna sovrano. Mettendomi il cuore in pace, io e fra mora abbiamo cominciato a pensarci su da qualche giorno. Le idee ci sono, peccato che non si riesca a definirne il senso. Le conclusioni sono inesistenti, gli amici non hanno nepure il buonsenso di volerne discutere. C'è come un non-so-che di menefreghismo. E ad ogni banale idea, c'è sempre chi storge il naso per una cosa o per l'altra. Ma perchè non si riesce ad avere uno spunto positivo che accontenti un po' tutti? Nelle prossime ore bisognerà decidere, io domani mi reputo off limits, quindi che se la vedano gli altri. Se volete fare il capodanno, vedete di decidere oggi.

In tutto questo,  volevo solo rendervi partecipi del mio sentimento: io odio il capodanno.

paologiordani
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mercoledì, 26 dicembre 2007, ore 15:45

Posso sintetizzare così il primo "incontro" (quello casalingo) delle feste di Natale: tutto liscio come l'olio...
A dire la verità pensavo di mangiare molto, ma molto, ma molto di più. Tutta la grande attesa per il pranzone del 25 dicembre s'è risolta in una leggera abbuffata al ristorante, molto soft e di poco carisma. A differenza degli altri natali, quelli in cui s'era organizzato tutto il da farsi in casa, io preparo quello, tu quest'altro, lei il secondo, papà il terzo e nonna il quarto e quinto (ops, il dolce), un susseguirsi di portate che neppure Giuliano Ferrara sarebbe riuscito a portare a termine fino all'ultimo boccone, quello di quest'anno è stato piuttosto veloce, sbrigativo, ma si sa: al ristorante va così. E io che volevo metter su qualche chilo (visto che a casa romana quelle cose che mi preparo sono standardizzate e si esauriscono nel "fin qui riesco, il resto non lo faccio perchè non so fare...") mi son visto costretto a metter da parte questo mio desiderio per un più garbo e benaugurante "meglio alzarsi con la fame piuttosto che con la nausea"...
Colgo l'occasione per fare ancora tanti auguri alla mia dolce e graziosa nonna, 80enne proprio ieri, che ha avuto la sfortuna di nascere il 25 dicembre del lontano 1927 e quindi s'è vista dimezzare le occasioni del "ti facciamo un regalo" da due ad una all'anno. Pazienza, ma i regali (si dice) sono più grandi e compensano lo sconforto...
Nel pomeriggio visita lampo ad alcuni amici e parenti e poi via a Gorizia per l'incontro con Paola, Fra mora, Alessio, e l'altra compagnia. Qualche chiacchiera, un po' d'auguri, il lavoro, le parole, e alla fine un "ci sentiamo nei prossimi goirni" in attesa del secondo round delle festività di fine anno.
Il round più oppressivo, più faticoso, più stressante, più incombente, necessariamente più amicoso e meno familiare, più trasgressivo e meno tradizionale, più rompi palle che altro...il capodanno e tutto l'ambaradan della sua insostenibile organizzazione. L'anno scorso la compagnia (ovvero io e fra more) s'è mossa già un mese prima....quest'anno lascio, cari amici, a fatti più sereni, l'organizzazione soft degli impegni meno scadenziosi, per una vita senza stress. Nei prossimi giorni se ne riparlerà.
Da domani vivete sereni.
paologiordani
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lunedì, 24 dicembre 2007, ore 19:07

Non è il massimo tornare a casa, e ritrovarsi il giorno seguente con 38.5 di febbre...

Ma è quello che a volte può capitare; fortuna però che oggi sto' meglio. Ieri è stata una giornata traumatica tra sonno, giramenti di testa, mal di testa, febbre, voglia di mangiare pari a zero e nausea alle stelle...non pensavo che il rientro a casa potesse fare un effetto del genere sul fisico e sulla psiche di una persona!! :P

Fatto sta che siamo arrivati alla tanto attesa vigilia di Natale. La messa, i regali, il vin brulè, il freddo e gli auguri...una notte che si aspetta per tutto l'anno, e quando arriva passa in un secondo. Domani sarà il giorno dedicato alla famiglia, il pranzo, i parenti, i discorsi, le chiacchiere, il cibo e le bevande. Regali regali regali...il 26, invece, è riservato agli auguri, da fare ad amici o parenti lontani, i giri per le case a trovare quello piuttosto che quell'altro....Questi saranno dei beati giorni di festa, di allegria, ma soprattutto di famiglia.

Un caloroso augurio di un ottimo Natale a tutti voi.

paologiordani
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martedì, 04 dicembre 2007, ore 21:50

Ebbene si, questo è un periodo in cui un po' da tutte le parti cominiciano a sbucare i primi mercatini di natale....

Almeno qui a Roma. Certo, nulla a che vedere con i mercatini dell'Austria o del Trentino Alto Adige, Bressanone, Brunico...Dalle altre parti, invece (vedi Gorizia, Friuli V.G. in genere, ecc ecc) fanno la loro comparsa le fiere di S.Elisabetta (già passata), la fiera di S.Andrea (in corso), la fiera di S.Caterina, la fiera di S.Carlo, la fiera di Nonna Rosa, la fiera di Gesualda, la fiera di Piripicchio, e chi più ne ha più ne metta. Ogni cittadina vuole avere la SUA fiera fatta di giostre, dolciumi, gastronomia, frittelle, noccioline, e bancarelle del mercato (ma quante bancarelle vendono pashmine e guanti in pelle??? uno sproposito. Vero Ale?). Ma a parte questo, c'è un evento che ogni anno crea ansia per l'attesa ma una completa delusione alla chisura dei cancelli: il Chocofest di Gradisca d'Isonzo.

Svoltosi qualche settimana fa nella ridente cittadina isontina (in provincia di Gorizia, per chi non conoscesse il posto) s'è beccato questo bel commento dalla mia amica Elena, che integralmente vi giro affinchè tutti voi possiate dirmi se la pensate o meno allo stesso modo:

"Ieri sera ero al Chocofest che mi ha deluso un bel po’... a parte B. non ho incontrato nessuno (e si che c’era talmente poca gente che non è che si faceva fatica a riconoscere le persone che passavano), poi volevo mangiare la crepe ma non ho trovato dove la facevano, ho bevuto una cioccolata calda che sapeva di polverina, ho comprato n.9 cioccolatini e ho pagato ben 5 Euro e poi non faceva neanche freddo, c’erano tipo 15 gradi alle 7 di sera!!! Un delusione totale!"

E queste è quanto. Qualcuno di voi c'è stato? Ma faceva davvero così schifo? :P

Tornando ai discorsi normali, oggi è stata una giornata strapiena di lavoro, senza sosta 11 ore di fila! Fortuna che cose del genere capitano raramente (lo spero!!). Tra l'altro non avevo neppure voglia di cucinare e al rientro a casa mi sono fermato a mangiare un bel paninazzo dal McDonald...lo stomaco canta vendetta. Gia' lo sento. Ma era buono, quindi cosa vuole cantare??

A presto cari amici, mancano 18 giorni al mio rientro a casa.


paologiordani
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venerdì, 14 settembre 2007, ore 19:01

...lunedi, martedi, mercoledi, giovedi......venerdi. E si ricomincia.

Sembrano interminabili i giorni feriali che ci separano un weekend dall'altro, difficili, lunghi, quasi a voler allontanare una festa dall'altra. E invece, come sempre ci si ripete (e si ripete agli altri), "questa settimana m'è proprio volata". E' sempre così, il lunedi si comincia a fatica, arrancando. Il martedì si prosegue arzilli, tanto non si può far altro. Il mercoledi è il giorno della svolta, quello che ti da l'impressione di aver "passato la boa" con direzione un altro fine settimana. Giovedi è una vigilia, un'attesa; si fa ciò che si deve, ci si impegna, ma si sa che domani sarà l'ultimo. Ed ecco arrivare il tanto atteso venerdì, il giorno che dà inizio al weekend, ai giorni di festa. Si lavora, a fatica, ma allegri con il pensiero che il giorno dopo sarà beatamente volto al relax (ovviamente non per tutti, lo so).

L'uscita del venerdi sera è forse, tra le tante, quella che preferisco. E stasera, come accade almeno una volta all'anno, si rinnova il rito del FriuliDoc, manifestazione eno-etno-cultural-musical-gastronomica in quel di Udine. Vini, vivande, vicende, vedute. Mi sembra sia questo lo slogan principale della festa che, a dirla tutta, è azzeccato fino ad un certo punto: vini, ce ne saranno in abbondanza, come sempre (e la gente si lamenterà perchè ogni anno aumentano i prezzi del bicchiere); vivande, a bizzeffe pure queste, di un tipo o dell'altro, calde o fredde, dolci salate (e la gente si lamenterà perchè c'è troppa fila alle casse e non si trovano tavolini vuoti); vicende, con musica, cabaret, teatro (?) artisti di strada, complessi locali ad allietare la festa (e la gente si lamenterà che il complesso vicino al tendone in cui si mangiava suonava troppo forte, urlava, dava fastidio, ma perchè non vanno a suonare da un'altra parte?); vedute, sempre le stesse, ovvero Udine centro, che a dire la verità non mi sembra cambi da un mese all'altro se non per qualche striscione o stendardo in più. Per non contare le schifezze che si troveranno per terra, carte, piattini, bicchieri bottiglie...in effetti le "vedute" saranno diverse. Hanno ragione.

Ma anche questo è FriuliDoc, un bell'evento per il F.V.G., vetrina della nostra regione ai popoli forestieri (i veneti, sloveni, austriaci... ungheresi, polacchi, americani... tutto il mondo è paese) che per 4 giorni, da ieri, colorerà il centro cittadino del capoluogo friulano.

Almeno una sera, da vedere. Anche se l'auto bisognerà parcheggiarla ai Rizzi. Speriamo di no.

cin cin

paologiordani
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