sabato, 03 maggio 2008, ore 11:37

Andando in giro per Trastevere, Anguillara, e al centro commerciale Porta di Roma, ho scattato un po' di foto a caso:

Trastevere: c'erano le gentil donzelle della BURN che dispensavano gratuitamente quantità industriali di lattine alla gente che passava. Una, due, tre, ne vuoi ancora una? La vuoi una Burn? I commenti della gente che assaporava per la prima volta la bevanda dall'aroma tipico redbulliano, a volte storcevano gli occhi schifati, a volte commentavano dicendo "me pare 'na bigg babbol". Ma alle bevande gratis non si rinuncia mai. Peccato che il risultato è stato lo strabordare di lattine vuote (e mezze piene) in ogni fioriera e mensola delle vie trasteverine.

Porta di Roma: è figo vedere la gente al supermercato che riempie il carrello fino all'orlo. A me non è ancora mai capitato. Se facessi una cosa del genere andrei sull'astrico. (Oltre a non sapere dove cavolo infilare tutta quella roba in casa mia...)

Anguillara, lago di Bracciano: l'ingresso ad una villa con il suo cancello. Il cartello è stato abbastanza eloquente, ma non sono riuscito a vedere il cane. Estrema realtà o volontaria finzione?

paologiordani
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martedì, 29 aprile 2008, ore 22:12

...il compleanno arriva una volta l'anno. Ma non sto' parlando del mio.

E' davvero bello il momento in cui s'avvicina il compleanno di qualcuno. C'è nell'aria un sapore di festa, cene gratis (si spera) e qualche momento di allegria in più. C'è la torta, c'è la gioia, c'è la vecchiaia che aumenta, c'è un sacco di gente, si riscoprono amicizie o se ne creano di nuove. C'è l'attesa. C'è la preparazione. C'è l'organizzazione. E ci sono i regali. Cari, imprevedibili, inattesi, belli o brutti, voluti o meno, azzeccati o completamente fuori luogo. In questi termini sembra tutto rose e fiori, ma non è così. Uno dei compiti più impegnativi che incombe sugli amici del festeggiato è la ricerca del regalo. Un'azione tanto semplice e banale quanto ardua e stressante. A volte estremamente facile e a volte praticamente impossibile. C'è il festeggiato cui si riesce a capire cosa vuole (o cosa vorrebbe) e c'è quello impassibile, che ha tutto o nulla gli serve. Mai una smorfia, un cenno, un'input da cogliere per la certezza di un dono di sicuro gradimento. Mai.

E' proprio in questo secondo caso che sorge automatica la domanda: "ma cosa cavolo gli prendiamo"? Che non solo rappresenta il nulla, ma raffigura un completo dubbio su dove sbattere la testa e appoggiare i ben voluti euro. E come se non bastasse lo stress aumenta. L'ansia. Il bisogno di sapere. Sapere cosa gli piacerebbe di più. Se il meglio non si può trovare, almeno ci si sforza di acquistare il meno peggio.

Alla fine, dopo 2 ore di cammino a vuoto, abbiamo optato per una polo di Lacoste.

Gli piacerà!?

paologiordani
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lunedì, 31 marzo 2008, ore 22:54

Per un momento m'è sembrato di vivere un sogno...

Cinecittà, ore 16.15, Roma. Passavo in auto proprio davanti agli studi cinematografici. Un mantello rosso, una tuta aderente, il ciuffo sulla fronte. Mi son detto: CLARK KENT!!! Un fugace sguardo... ho alzato la mano, l'ho salutato. Sorridendo mi ha risposto al saluto. Mi son chiesto, sogno o son desto?

Mi son messo a ridere.

Non ci posso ancora credere. Ho visto Superman!

PS. era identico.

paologiordani
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lunedì, 17 marzo 2008, ore 22:59

Mi fa ridere quando sento i politici parlare "a vuoto" (per conto mio) inventandosi un sacco di belle parole per migliorare la situazione dell'Italia.

E mi viene ancor più da ridere perchè tutte queste belle parole sono buttate li per l'occasione (la campagna elettorale) per fare i più bravi, i più volenterosi e i più impegnati nella sfida con gli avversari. "Votate me, e non gli altri, perchè sono io che vi farò stare meglio e solo io saprò risollevare le sorti dell'Italia".

Bravi.

Ma una cosa mi fa imbestialire. Una piccola, miserabile, stupida cosa: perchè cavolo, voi politici, amorevoli del prossimo e della salute del nostro piccolo paese, non vi preoccupate della fine che fanno i vostri bei MANIFESTI ELETTORALI? Perchè parlate tanto di risolvere la questione dei rifiuti a Napoli (ad esempio) quando non siete neppure in grado (o non ve ne frega) di controllare cosa combinano quei signori intelligenti (che voi avete ingaggiato e pagato) che attaccando i vostri manifesti scollano quelli preesistenti e li gettano a terra con una strafottenza inaudita, facendo un casino tremendo di cartacce e schifezze lungo le strade e le aiuole cittadine??

La prossima volta che passate per le strade di Roma, date un'occhio sul marciapiede. Potrebbe esserci la vostra faccia. Che non solo dà fastidio alla vista (magari perchè di un'altro partito), ma inquina pure.

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martedì, 19 febbraio 2008, ore 21:46

Si sa, nel mondo gira gente strana...

ma nella metro ce n'è una concentrazione oltre i limiti... Oggi, tornando a casa da lavoro, con fare indiscreto e disinteressato mi guardavo attorno e scrutavo facce e gesti della gente che giornalmente (come me) usa solentemente scaldare i sedili arancioni della metro (per la pricisione, metro A)... per poco non mi son messo a ridere da solo e tra me e me pensavo "certo che siamo proprio strani"... In ordine, ho beccato:

- chi guardava nel vuoto con occhi sgranati, sperando nella venuta di qualcuno, completamente estraniato dal mondo reale. Questi qui fanno quasi paura per quanto assomigliano a dei cadaveri.

- chi osservava parecchio interessato il linoleum verdognolo del pavimento delle carrozze della metropolitana, chiedendosi perchè i puntini bianchi sono più o meno vicini ai neri, perchè il colore è azzurrino e non verdognolino, e sperando in qualche risposta da parte della tappezzeria.

- chi puzzava come una discarica. Capita, a volte la gente non si auto-sente...

- chi cambiava posto in continuo come un grillo salterino: meglio qui...no meglio di là... aspetta che mi sposto perchè questo puzza...

- chi, da seduto, guardava il culo delle persone in piedi che per sfortuna loro non han trovato sedili liberi, chiedendosi mentalmente quanto grande sia, o quanto bello sia, a mandolino o a pera...ecc ecc... la cosa simpatica è quando sono le stesse donne che lo guardano alle altre donne per effettuare un silenzioso confronto...

- chi, con manie di grandezza, s'allargava con gambe, borse, braccia pur di occupare due sedili e non far sedere nessuno accanto...evviva la solitudine (a volte è anche meglio, se il vicino puzza...)

- chi, con fare indifferente, sbirciava con la coda dell'occhio il giornale del vicino (e a volte, anche sporgendosi completamente). Prenderne uno costava troppa fatica? Sono gratis...

E questi sono solo alcuni. Se c'è qualcuno che vuole aggiungere qualche esemplare umano lo faccia pure.

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mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 21:41

Erano bei tempi quelli in cui mi divertivo ai microfoni di Radioattività...

Non per niente la passione non m'è passata, anzi, è viva e vegeta dentro di me. Ormai sono parecchi mesi che non faccio radio, per la precisione 8, in quanto l'ultima puntata del Giordani Show è andata in onda a fine giugno dell'anno scorso. Ne è passata di acqua sotto i ponti ... Ora la mia vita è completamente cambiata, vivendo e lavorando a Roma si sa, i tempi sono quelli che sono tra spostamenti e impegni. Ma mi sono accorto di essere riuscito a trovare un buco per la palestra. Mi sono accorto che riesco ad organizzarmi bene con le "faccende domestiche" e il meritato riposo. E mi sono accorto che volendo potrei riuscire a fare qualche ora di radio alla settimana.

Pubblico questo post con il desiderio che qualcuno riesca a leggere in queste righe la passione, il desiderio, la voglia di tornare dietro ad un microfono, dentro la musica, tra gli ascoltatori...in poche parole, nell'etere.

Se volete contattarmi per propormi qualcosa o semplicemente per avere informazioni fatelo pure. Il mio indirizzo e-mail è paolobts@gmail.com

PS. Utilizzo il mio blog a scopo personale "in cerca di occupazione occasionale". Tentar non nuoce. Ma è' possibile che nessuno speaker romano passi da queste parti?? Avanti, spargete la voce...

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martedì, 29 gennaio 2008, ore 22:16

Come accennava il buon Ale, già il nome è tutto un programma...

Ce l'ho fatta. Mi son fatto coraggio, ho preparato armi e bagagli, borsa infradito pantaloncini t-shirt ecc ecc e sono uscito di casa. Direzione: palestra. No, non mi sono ancora iscritto: questa è una settimana "prova" che la direzione del locale m'ha gentilmente concesso. Quindi, se mi conoscete bene, alle cose gratis non rinuncio mai...meno si paga meglio è! :P Sfruttiamola sta settimana...evviva le braccine corte!

Body scorpion è il nome della palestra. Piccolina, stretta, con i macchinari un po' ammassati, e gli spogliatoi leggermente mal dimensionati. Tutto sommato accettabile, visto che dista da casa mia 2 minuti a piedi: si fatica per 50 minuti, doccia, e immediatamente sono di nuovo a casa mia. Quindi, meglio di così!! E fra 7 giorni penseremo all'iscrizione.

 

paologiordani
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domenica, 27 gennaio 2008, ore 11:41

C'era una volta, nella città più vecchia e potente del mondo, un locale che...

un locale che si chiamava ICECLUB. Il nome già fa capire la tipologia che poteva caratterizzare questo piccolo angolo di mondo. Un locale, la gente, i tavolini, il bar, l'arredamento e la musica. Nulla di più strano, direte voi, se non altro per il fatto che tutto quanto ho appena elencato si componeva di un unico "materiale": il ghiaccio, H20 allo stato puro, tenuto a -5° C come si conviene per ottenere l'effetto desiderato. I tavolini ghiacciati, i bicchieri di ghiaccio, le sedute di ghiaccio (col pelo di pecora al posto del cuscino, sai che freddo al culo sennò), e tutto quanto creato in modo da farti sembrare in un igloo (circa eh...). Il problema però non è stato il freddo del locale, o la musica troppo alta, o la selezione del dj non proprio a tema...il problema è stato che il locale non c'era più. Arrivati sul posto (non eravamo i soli) abbiamo trovato solo porte sbarrate e luci spente. Pazienza. Ciao Ciao Iceclub.

Per rifarci abbiamo virato verso il Colosseo nelle cui vicinanze si trova il cosiddetto "Trillo Pub", ovvero "La pace del cervello". Un pub come tanti, ma con una differenza: ogni tavolino del locale dispone di un telefono con cui poter contattare tutti gli altri tavolini del bar, A CASO. Ovviamente il posto si compone di una serie di stanze e stanzette in successione per creare un po' di "privacy" al chiamamante e al ricevente, in modo tale da non farsi subito vedere in faccia. Nelle telefonate succede di tutto, potete immaginarlo. Davvero simpatico come posto per passare qualche ora con gli amici.

Buona domenica.

Ps. Venerdì sera ho visto "Alien Vs Predator 2"... domani il commento!

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martedì, 22 gennaio 2008, ore 22:03

No, non sto parlando di Gianfranco Ferrè...

E' cominciato. Qualcuno dirà "finalmente!", qualcun'altro penserà "si stava così bene senza!". A dire il vero io appartengo alla schiera dei secondi, quelli che non se ne fregano minimamente del ritorno di colui che ha rivoluzionato il modo di concepire la vita vissuta all'interno del tubo catodico: il Grande Fratello. Vite spiate, vite comandate, vite controllate e vite rinchiuse. E' un gioco, lo è sempre stato. Ogni anno se ne inventano una nuova, la casa diversa, i concorrenti più trasgressivi o emblematici, i mobili da costruire o le discariche da ripulire. Ma il succo è sempre lo stesso. Il Grande Fratello o ti piace, o lo odi. Vie di mezzo non ce ne sono. Ma noi abbiamo l'opportunità di scegliere... siamo ancora padroni del nostro telecomando!!

PS. domenica sera abbiamo fatto un salto a Ponte Milvio a vedere la cosiddetta "bolla" con dentro i primi 3 concorrenti. Patetico e tristissimo. Giuro che lunedì sera non sono stato io a far esplodere la rivolta!!!

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mercoledì, 09 gennaio 2008, ore 23:01

A volte capitano. Mica può andare sempre come uno vorrebbe?

Ho il mal di testa. Per una serie di fatti contingenti, oggi è stata davvero una giornataccia. Stress a volontà. E dire che la mattinata era partita bene!! Nel pomeriggio lo scooter m'ha lasciato a piedi (o quasi), mi son messo alla ricerca di un meccanico e ne ho trovato uno che voleva addirittura fregarmi la bellezza di 110 euro per un "cambio di centralina" (secondo lui). Il motorino è ancora in garanzia ma, a detta del meccanico, per problemi a parti elettroniche dello scooter questa non vale. Ho fatto un giro di telefonate, ho parlato con la Kymco, e ho scoperto che era come pensavo: la garanzia copre tutto. Messo alle strette, il signor meccanico mi ha detto: vabbè, t'ho cambiato una candela, dammi 10 euro... e ci siamo salutati. Ho pure perso un pomeriggio di lavoro, ma ho risparmiato 100 euro.

In compenso ho comprato un paio di pantaloni ai saldi.

PS. Attenti che la gente è furba.

 

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